Sonnolenza post pranzo: cause e rimedi

sonnolenza post pranzoEccesso di cibo, additivi chimici e abitudini alimentari scorrette, ma anche allergie , intolleranze e carenze alimentari, sono tra i principali fattori alla base dei problemi digestivi. E anche della sonnolenza postprandiale, che non di rado si può accompagnare anche a bruciore di stomaco, senso di pesantezza, gonfiore e dolore addominale. Di tali disturbi ne soffre un italiano su quattro, e per individuarne la cause occorre sottoporsi a visita medica ed esami. Tuttavia nella maggior parte dei casi, basta correggere la dieta per ritrovare il benessere e l’energia vitale.

La terapia migliore è un’alimentazione corretta, che tengo conto di diversi fattori: dai cibi ai metodi di cottura, ai tempi, alle abitudini collegate alla tavola. L’obiettivo è di non affaticare l’apparato digerente e di ritrovare il proprio benessere.

La funzione digestiva, come la respirazione, è controllata dal sistema nervoso simpatico e parasimpatico, le cui fibre innervano tutto l’apparato digestivo. Il ruolo di regolazione del sistema nervoso parasimpatico aumenta la secrezione e la mobilità gastrointestinale mentre il sistema nervoso simpatico ha un effetto inibitorio su queste funzioni. In pratica: dopo aver mangiato, si attiva il sistema parasimpatico, che richiama sangue verso lo stomaco e l’intestino al fine di poter “lavorare” il cibo e digerirlo.
Il sangue viene richiamato da altri distretti corporei, anche dal cervello, e in determinate circostanze (pasto abbondante, troppi grassi saturi, dolci, pane e pasta nello stesso pasto, cereali e derivati raffinati che alzano la glicemia nel sangue, ecc) ci potrebbe essere un calo di energia e di comparsa di sonnolenza. Al contrario, quando siamo tesi, in ansia, si attiva il sistema simpatico che richiama sangue dall’intestino e da altre parti per farlo arrivare ai muscoli e al cervello… e di certo in quelle circostanze non potrà comparire la sonnolenza.

Pasti leggeri ed equilibrati quindi, poveri di grassi saturi e che non siano causa di picchi elevati di glicemia nel sangue possono essere la soluzione definitiva al problema della sonnolenza postprandiale.
Prevenire la carenza di vitamine, minerali ed enzimi è il primo passo. La sonnolenza dopo i pasti può derivare anche da carenze alimentari, soprattutto di magnesio, vitamina C, antiossidanti in genere, fibre e proteine.
Questi elementi preziosi si trovano principalmente in verdure a foglia verde, cereali integrali, alghe, legumi (il magnesio), frutta e verdura fresche, bacche di goji (vitamina C e antiossidanti), legumi, tofu, carni bianche e pesce (le proteine). Queste ultime sono anche i nutrienti che più di rado scatenano sonnolenza, al contrario dei carboidrati (soprattutto se derivano da dolci o cereali e derivati raffinati) e grassi (in particolare quelli saturi che derivano prevalentemente da prodotti di origine animale.

Ricordiamo inoltre che tutti gli elementi che si possono mangiare crudi (per chi soffre di problemi digestivi, ci riferiamo a verdura e frutta) possiedono enzimi che favoriscono la digestione e contrastano la stanchezza dopo aver mangiato.

Anche le intolleranze alimentare sono una causa comune di sonnolenza dopo i pasti. Le intolleranze alimentari che più spesso causano sonnolenza e problemi digestivi in genere sono quelle a latte e formaggi, uova, grano e prodotti lievitati (pane, pasta, dolci). Se credi che il tuo problema derivi da un’intolleranza, usa una dieta  a rotazione: mangia l’alimento che credi responsabile del disturbo una volta ogni 3 giorni e valuta i benefici che ne ricevi.

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Insonnia: rimedi fitoterapici

L’estate può mettere a dura prova il nostro sonno. Dormire può infatti diventare più difficoltoso a causa di caldo, zanzare, rumori e stress legato all’attesa delle ferie. Insomma, anche se dovrebbe essere il periodo migliore dell’anno a volte non è così e le giornate e le notti potrebbero richiedere qualche accortezza in più. Ecco i rimedi fitoterapici che possono dare un aiuto.

insonnia estiva

In medicina naturale è importante indagare i problemi in un’ottica olistica, valutando cioè l’uomo nella sua totalità di mente e corpo. Il sonno, in particolare, è essenziale per molte funzioni fisiologiche del nostro organismo, tra cui la regolazione delle secrezioni ormonali, l’efficienza del sistema immunitario, le funzioni detossificanti, la conservazione della memoria e delle funzioni cognitive.
Durante il sonno avviene la sospensione temporanea di coscienza e volontà, le funzioni neurovegetative rallentano, le funzioni neurosensoriali e motorie si interrompono temporaneamente. Ma il sonno non è solo questo,: dormendo si recupera energia fisica e psichica, vengono messi in atto molti processi di riparazione dei nostri tessuti. Per dormire bene, quando possibile, devono essere, però, rispettate le fasi e le funzioni del sonno, senza sopprimerne la sua fisiologia. La fitoterapia viene in aiuto a seconda delle circostanza.

Alcune persone hanno difficoltà ad addormentarsi? E’ la classica insonnia iniziale. Altri hanno un risveglio precoce, con il sonno disturbato da incubi notturni o temporanei e prolungati risvegli. Infine il sonno può essere alterato per un risveglio precoce, senza poi recuperare la possibilità di riaddormentarsi. Il medico, dopo una corretta diagnosi e analisi del caso, potrà valutare l’utilizzo di specifiche piante ognuna con la sua peculiare attività.

Passiflora
I cambiamenti di stile di vita causano agitazione e difficoltà nel trovare il sonno. Chi è vulnerabile ai cambiamenti, trarrà beneficio dall’assunzione della Passiflora incarnata, dalle proprietà antispasmodiche e ansiolitiche che induce benessere mentale durante il giorno e rilassatezza serale, senza provocare assuefazione. E’ consigliabile l’utilizzo delle gocce di tintura madre.

Melissa
Se una cena un po’ pesante rende difficile l’addormentamento, si può ricorrere alle proprietà in infuso ansiolitiche e nello stesso tempo antidispeptiche, della melissa le cui aldeidi monoterpeniche e acidi fenolici trovano indicazione nel trattamento della cosiddetta “nevrosi gastrica”, di origine psicosomatica, con irritabilità, tachicardia funzionale e insonnia.
Alla melissa può essere associata la camomilla, una pianta dalle proprietà amaricanti, antispasmodiche, ulcero-protettive. Le proprietà miorilassanti degli oli essenziali contenute nelle foglie di melissa la rendono interessante anche per le situazioni di insonnia da eccesso di stanchezza, come accade dopo una giornata molto impegnativa dal punto di vista fisico.

Luppolo e valeriana per il sonno intermittente
L’arrivo della stagione calda porta a delle variazioni dei nostri ritmi circadiani (sonno-veglia). La sera le difficoltà si fanno più sensibili e può comparire un’insonnia inaspettata non presente in precedenza. Il sonno tende, così, ad essere intermittente. L’Humulus luppulus (luppolo), in tintura madre per un mese, sarà in grado di regolare il nostro sonno, grazie ai suoi principi attivi.
La Valeriana sarà molto utile nell’insonnia tipica della menopausa, dove le vampate di calore disturbano frequentemente il sonno nelle calde notti estive.

In caso di risveglio precoce con la sensazione mattutina di essere più stanchi di quando ci siamo coricati (insonnia terminale), le gocce di tintura madre di Escholtzia californica, con i suoi alcaloidi naturali tra cui la californidina, i fitosteroli, i carotenoidi e flavo noli, favoriscono la nostra serenità, la qualità e la durata del sonno e dell’addormentamento riducendo risvegli notturni e l’insorgenza di incubi.
Senza portare ad assuefazione, sono in grado di contrastare lo stress e lo stato di agitazione anche dei bambini.

Tiglio allenta le preoccupazioni
La tensione nervosa mantiene lo stato di agitazione e contrazione gastrica che si trascina fino al momento dell’addormentamento. In questi casi se il sonno non arriva, il tiglio sia in infuso che in gocce di gemmo terapico, aiuterà il nostro organismo a mantenere la calma nel corso della giornata fino alle ore serali, quando addormentarci sarà più facile e piacevole.

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Farmaci per l’insonnia

insonniaDifficoltà di concentrazione, irritabilità, inappetenza o al contrario fame compulsiva, abbassamento delle difese naturali, sono tra i regali indesiderati dell’insonnia. E’ sufficiente una notte in bianco per compromettere l’esito della giornata a venire. Ma di insonnia si parla quando il disturbo si protrae per più di alcune notti di seguito e causare un deficit del sonno che è estremamente nocivo per la salute.

In un post precedente abbiamo elencato una serie di accorgimenti e rimedi naturali da adottare. Ma quando questi non bastano, ecco che è il momento di consultare il medico e ricorrere alla medicina tradizionale.

Prima di consigliare l’assunzione di un farmaco, il medico valuta sempre la tipologia di insonnia di cui si è soggetti. Come prima cosa bisogna capire se la problematica è occasionale o ricorrente, e se deriva, ad esempio, dallo stile di vita (stress, preoccupazioni legate ad un momento, alimentazione).
Una volta diagnosticati sintomi e cause, il medico prescrive il farmaco adeguato, con le dovute raccomandazioni circa la posologia e la durata dell’assunzione, ma anche su come regolarsi prima di interrompere, per evitare problemi di assuefazione e altri effetti collaterali, guardando sempre allo stato di salute generale.
Il fai da te, anche quando si tratta di farmaci da banco facilmente reperibili, è sconsigliato.

In genere, a seconda della problematica, il medico può consigliare farmaci ansiolitici o sedativi, se per esempio si tratta di insonnia da stress accentuato in pillole da 5-10 mg da prendersi prima di dormire. Come tutte le cure, deve avere un inizio e una fine.

Quando si assumono farmaci come, ad esempio, Zaeplon per un periodo non superiore a due settimane, il medico accerta che il disturbo sia realmente severo e valuta i possibili effetti collaterali.
Quelli appartenenti alla classe farmacologica delle benzodiazepine con azione anticonvulsivante, come il Lorazepam, oltre che per la cura dell’insonnia, sono indicati per trattare i disturbi correlati ad ansia, nausea e vomito, 2-4 mg di attivo prima di coricarsi sono la dose generalmente consigliata.
Se invece l’insonnia deriva da una depressione: Amitriptilina. Il medico stabilirà, a seconda della gravità, il dosaggio opportuno.

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Rimedi naturali per dormire bene

Molti, con l’arrivo della primavera, lamentano un’alterazione dei ritmi del sonno con risvolti fastidiosi nella vita di tutti i giorni. Un problema da non sottovalutare ma risolvibile in modo naturale con diverse metodologie.

 dormire bene

Alimentazione
Naturalmente un corretto stile di vita dal punto di vista alimentare è anche un buon alleato di un sonno sereno. C’è da specificare che, però, è abbastanza inutile fare attenzione al cibo se poi si abusa di fumo e alcool che invece concorrono ai disturbi del sonno.
Orzo, riso, zucca, radicchio rosso, lattuga ma anche rape, e c’è chi dice aglio e cipolla, siano ottime soluzioni alimentari per favorire il sonno. Questi alimenti hanno in comune il fatto che contengono zuccheri semplici, che favoriscono la produzione di serotonina, ossia l’ormone che aiuta il sonno e il rilassamento. Anche un bicchiere di latte caldo aiuta perché combatte gli eccessi di acidità gastrica.
Per i soggetti a rischio insonnia sono da evitare caffè, tè nel pomeriggio, cibi speziati o troppo salati.

Erbe
Le erbe possono rappresentare un rimedio davvero efficace, se scelte accuratamente, nella giusta forma (tisane, capsule o come preparati per tinture). Valeriana, passiflora, biancospino ed escolzia, quelle più raccomandate.

Riflessologia plantare
Vitale è il ruolo nell’equilibrio sonno veglia giocato dalla melatonina, ormone rilasciato dalla ghiandola pineale, il cui compito è quello di sincronizzare il cosiddetto orologio biologico. La riflessologia plantare fa corrispondere un chakra, ossia un punto energetico ed ogni parte-organo ad essa associato, a punti del piede e della mano. Per stimolare la produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale si possono massaggiare, per qualche minuto, gli alluci oppure i pollici.

Cromoterapia
Attenzione ai colori della camera da letto. Secondo la cromoterapia sono da evitare i rossi, gli arancioni e i gialli, troppo energizzanti. Se dovete ridipingere la stanza, optate per colori freddi come il blu, l’azzurro, il viola e il verde che rilassano e agevolano il sonno. Il blu ha il potere di stimolare il sistema parasimpatico, diminuendo la pressione, il ritmo del respiro e i battiti cardiaci. Il verde è invece il colore che per eccellenza favorisce calma e riflessione. L’azzurro è da scegliere per chi associa ai colori chiari il relax e l’ossigeno. Il colore bianco, invece, in cromoterapia è energizzante, vitalizzante e quindi sconsigliato ai bambini iperattivi dato che in genere non favorisce il sonno ma il risveglio perché è per eccellenza il colore della luce.

Yoga
Il sonno, specie quello di chi quando si corica ha difficoltà ad addormentarsi subito e rischia di rimanere a letto senza staccare il pensiero, è talvolta un’impresa impossibile se non si conoscono le giuste tecniche di rilassamento. Lo yoga, attraverso tecniche di respirazione, riporta allo stato di benessere mente e corpo.
Una posizione da imparare è quella del “cadavere”, conosciuta come Savasana. Stando in posizione supina, con la gambe divaricate e le braccia lungo il corpo, si allentano le tensioni muscolari. Con un respiro lento, profondo e nasale si entra in uno stato di rilassamento e poi dormiveglia. La frase da ripetere tre volte è “sono calmo, sono sereno, sono rilassato”. Spesso, alla seconda ripetizione, Morfeo ha già bussato alla porta.

Agopuntura
Considerata l’origine millenaria e cinese dell’agopuntura, che consiste nel posizionamento di aghi sottilissimi in precisi punti del corpo, che fanno da catalizzatori dell’energia che scorre nell’organismo all’interno dei meridiani, il sonno si recupera ristabilendo l’armonia tra le energie del giorno (Yang) e della notte (Yin). Yin è l’energia femminile, fredda che corrisponde alla notte e alla tranquillità. Yang è l’energia maschile, calda, che equivale al giorno e all’operosità. Secondo questa logica, la prima dovrebbe prevalere la sera mentre la seconda durante il giorno. Talvolta non è così. Lavorando però con gli aghi sui punti che corrispondono a milza, rene e cuore, si ristabilisce armonia, qualità e durata del rilassamento.

Omeopatia
L’arnica montana (  5 granuli 9 CH alla sera) serve a chi non riesce a prendere sonno dopo una giornata molto attiva all’aperto. La camomilla, blanda, è invece più indicata per i bambini che non si addormentano facilmente, o quando non vogliono dormire da soli (5 granuli 9 CH alla sera). Quando ci sono periodi di forte agitazione o per qualche ragione si è fatto troppo uso di stimolanti, il rimedio giusto è la Coffea Cruda (5 granuli 9 CH). Se il calendario annuncia una scadenza che fa passare il sonno (risultati di test, esami, visite mediche, notizie lavorative), prima di andare a dormire occorrono 5 granuli 15 CH di Gelsemium. Se la vita sta regalando forti emozioni che è impossibile mettere a riposo, negative o positive che siano, ma che ci portano ad uno stato di ansia, la soluzione sta nella Ignatia amara da prendere alla sera in 5 granuli 9 CH. Se invece sono gli eccessi alimentari a compromettere il sonno, specie se è l’attività fisica la grande assente, 5 granuli 9 CH prima di dormire di Nux Vomica dovrebbero essere sufficienti.

Fiori di Bach
Fatevi consigliare quelli giusti, perché il fai date in questi casi è da evitare. Esiste una combinazione specifica di fiori in grado di ripristinare un equilibrio che favorisca il sonno, specie per chi sente che le proprie energie sono “scosse” dal cambio di stagione.
Il fiore di carpino è il rimedio giusto per chi è sovraccaricato mentalmente ,che può sentirsi anche demotivato, affaticato da troppe cose quello, per intenderci, che soffre da ansia del lunedì. A chi ha difficoltà a rilassarsi viene consigliato il fiore di balsamina, noto anche come balsamo dell’Himalaya: aiuta coloro che anche nel giorno soffrono di impazienza, si innervosiscono nel traffico, sono sempre ansiosi di vedere “cosa c’è dopo” e nella notte accusano tachicardia. Perfetto per chi vuole tutto e subito.
Il White Chestnut, ricavato dai boccioli dell’ippocastano, è invece per coloro che rimuginano troppo sugli stessi pensieri il cui eco non si ferma mai. Il “tipo White Chestnut”, dicono gli esperit, è quello che parla troppo con se stesso.
Chi si sveglia nel cuore della notte, buttato giù dal letto dall’ansia, magari diretto verso il frigo da svuotare per riempire un vuoto, trova conforto nell’Agrimony, delle famiglie delle Rosacee.
Il Red Chestnut, infine, è quello per chi non dorme per ansie o paure: favorisce il pensiero positivo.

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Crampi notturni: cause e soluzioni

crampi notturniUn crampo (di solito localizzato nelle gambe e soprattutto nei polpacci) è una contrazione muscolare intensa involontaria, brusca e di breve durata. Queste contrazioni possono verificarsi per uno squilibrio idrosalino (di sodio, potassio e calcio, fra gli altri) nei tessuti muscolari. Non si sa esattamente perché sono comuni durante la notte.

Le cause possono essere molteplici.
Per esempio l’assunzione di diuretici a volte può originare uno scompenso di sodio e potassio, che influisce sulla loro comparsa. In questi casi bere abbondantemente durante il giorno per ristabilire l’equilibrio idrico rende meno probabile la comparsa di crampi.
Alcuni broncodilatatori ( i beta-adrenergici a lunga durata), i tranquillanti della famiglia delle benzodiazepine (diazepam, lorazepam, alprozolam) e gli anticoncezionali orali possono avere questo effetto collaterale.

Il muscolo può contrarsi anche in modo involontario, se per esempio si assume una postura forzata. I crampi si verificano più facilmente quando si hanno problemi alle gambe, alle ginocchia, nella statica del piede (piedi piatti, piedi cavi, fascite plantare) o perché si indossano scarpe con tacchi molto alti oppure totalmente prive di tacco.

I crampi possono essere comuni per chi soffre di diabete (soprattutto in situazioni di ipoglicemia) e non sono insoliti in caso di problemi funzionali della tiroide (ipotiroidismo). Se si ripresentano spesso, è consigliabile un’analisi per scartare entrambe le possibilità.
Anche una  carenza di calcio o di magnesio può favorirli.

Che cosa fare per alleviarli
Bere abbondantemente, alimentazione ricca di potassio, calcio e magnesio, attività fisica regolare, evitare prolungate esposizioni alle basse temperature. Se il disturbo persiste è opportuno consultare il proprio medico di famiglia.

Ritenzione liquida
Spesso i crampi muscolari sono legati alla quantità di liquidi presenti nei tessuti. La ritenzione può essere più comune in determinate situazioni.
Restare molte ore in piedi o sedute con le gambe poco sollevate provoca un aumento della ritenzione dei liquidi nelle gambe, cosa che comporta uno squilibrio di determinati elettroliti (sodio e potassio, per esempio) che può originare crampi durante il riposo notturno. Fare esercizi di allungamento prima di andare a letto può evitarli.

Varici alle gambe
Soffrire di insufficienza venosa alle gambe, accompagnata o meno dalla presenza di varici, provoca ritenzione di liquidi. In questo caso accade perché le vene fanno fatica a portare il sangue dalle gambe fino al cuore. Dormire con le gambe leggermente sollevate può invece migliorare il ritorno venoso e alleviare questo sintomo.

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Sindrome delle gambe senza riposo

gambe senza riposoDolore agli arti inferiori appena ci si sdraia o durante la notte e, soprattutto, impossibilità di tenere ferme le gambe, che si agitano in una serie di scatti involontari.
Sono i sintomi della sindrome delle gambe senza riposo, una malattia cronica di origine neurologica molto più frequente di quanto si possa immaginare. Riguarda infatti almeno il 10% della popolazione (il 2% se si considerano solo le forme più serie) e colpisce più le donne che gli uomini.
Si ritiene che sia un disturbo raro solo perché spesso non viene diagnosticato in modo corretto e viene confuso con ansia, depressione o addirittura con forme di epilessia. Secondo gli esperti, infatti, solo una piccola percentuale di  chi soffre di questa malattia riceve una diagnosi esatta e, quindi, non può seguire un trattamento adeguato.
Gli  psicofarmaci ansiolitici o antidepressivi che spesso vengono prescritti, oltretutto, mascherano il disturbo e possono addirittura peggiorarne i sintomi.

La sindrome della gambe senza riposo insorge più frequentemente intorno ai 40-50 anni. Le gambe sono soggette a crampi o a sensazioni di formicolio che chi ne soffre riferisce simile ad “acqua che scorre all’interno delle gambe”o perfino a insetti che camminano sulla cute. I sintomi tendono a scomparire con il movimento: alzandosi e facendo qualche passo il senso di irrequietezza scompare.

La sindrome delle gambe senza riposo è tra le principali cause di insonnia nella popolazione adulta. Infatti chi ne soffre necessita anche di ore per assopirsi e, una volta preso sonno, è soggetto a scatti alle gambe che causano frequenti risvegli. Questa situazione determina irritabilità e difficoltà di concentrazione nelle ore diurne, incidendo pesantemente sulla qualità della vita. Non solo: la mancanza di sonno predispone a disturbi dell’umore, come la depressione, e aumenta il rischio di incorrere in disturbi cardiovascolari.

Sebbene la sindrome sia una malattia conosciuta da quasi 60 anni, se ne può dire ancora poco. Con certezza si sa che ne esistono due forme: primitiva e secondaria.
La forma primitiva è legata spesso a una componente di tipo genetico: la malattia, in altre parole, è scritta nei geni. La forma secondaria, invece, si manifesta in concomitanza con fasi della vita, come la menopausa o la gravidanza, oppure a determinate malattie come celiachia, diabete, insufficienza renale o anemia.

Le cause
All’origine della sindrome c’è un difetto nel funzionamento della dopamina, un neurotrasmettitore che regola tra l’altro la memoria, il ritmo sonno-veglia, il comportamento e la funzionalità nervosa e muscolare. Un vero deficit nella produzione della dopamina è presente nel Parkinson, una malattia neurodegenerativa, che non è  comunque collegata a questo disturbo. Infatti nella sindrome delle gambe senza riposo c’è solo una particolare sensibilità al calo fisiologico della dopamina nelle ore serali e notturne.

Farmaci
Nella cura sono state impiegate con discreto successo sostanze utilizzate contro il Parklinson, come il ropinirolo, il pramipexolo e la rotigotina: in questo caso, però, i dosaggi dei farmaci dopaminoagonisti (che imitano, in altre parole, gli effetti della dopamina) sono ovviamente molto inferiori. Non si tratta di cure risolutive, perché in circa il 30-40% dei casi questi medicinali non sono completamente efficaci. In alcuni casi, inoltre, si osservano effetti collaterali come la cosiddetta “augmentation”, un fenomeno caratterizzato dalla comparsa dei sintomi più precoce, dall’aumento della loro intensità e da una maggior estensione delle zone del corpo interessante.
Altri farmaci utilizzati sono alcuni antiepilettici, che possono però causare sonnolenza e debolezza durante il giorno.

Maggiori speranze per i soggetti resistenti alle cure vengono da una nuova associazione di ossicodone-naloxone. L’ossicodone attiva i recettori oppioidi del sistema nervoso centrale, dando sollievo al dolore, ma causa spesso stitichezza. Il naloxone, però, blocca l’effetto inibitorio dell’ossicodone sull’intestino, contrastando quindi la stipsi. L’efficacia di questa combinazione è stata confermata da uno studio multicentrico apparso su Lancet neurology, che ha coinvolto 55 centri europei. Dall’indagine è emerso come il farmaco sia efficace e sostanzialmente ben tollerato, sia nel breve sia nel lungo termine.

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Come dormire se si soffre di mal di schiena

a poor girl suffering from the pain

Quando si soffre di mal di schiena, il modo in cui si dorme è molto importante. Ecco le posizioni del sonno promosse e bocciate a quelle consigliate.

Supini: Sì
Quella a pancia in su è la posizione ideale perché garantisce l’allineamento corretto della colonna vertebrale.
Per i dolori lombari. Per chi soffre di lombalgia è consigliata la posizione supina con un cuscino da posizionare sotto le ginocchia.

Su un fianco: Sì
Dormire su un fianco va bene, purchè le gambe siano distese o con le ginocchia leggermente flesse, ma non rannicchiate in posizione fetale.
Per i dolori dorsali. Chi ha problemi di dorsalgia dovrebbe dormire su di un fianco, mettendo un cuscino tra le due gambe.

Sulla pancia: No
Da proni la colonna vertebrale tende a curvarsi. Se poi il cuscino sotto la testa è alto aumenta il rischio di dolori cervicali.
Proni ma col cuscino. Se quella prona è l’unica posizione in cui si riesce a dormire, meglio con un cuscino sotto il bacino.

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Posizioni del sonno: significato

Dimmi come dormi e ti dirò chi sei: la posizione che assumi durante il sonno può suggerire lati nascosti della tua personalità. Quando si è a letto, cadono le inibizioni e i controlli che si esercitano da svegli, il corpo è libero e può svelare lati nascosti del carattere.
Il Centro del sonno di Edimburgo, in Scozia, è stato una delle prime strutture universitarie a individuare, grazie ad una ricerca ad hoc, la correlazione tra le posizioni notturne e l’indole individuale.
Lo studio, condotto in Gran Bretagna, svolto intervistando 1.004 persone, è stato chiesto in quale posizione normalmente si addormentassero. Quindi hanno compilato un questionario sulla loro personalità: le domande erano molto precise e miravano a trattare un profilo psicologico di ciascun intervistato, evidenziando alcuni lati del carattere (introverso, estroverso, sensibile, forte, affidabile, ecc.) e il tipo di rapporto che di solito stabiliva con gli altri (paritario, di gregario, di superiorità, ecc.).
Analizzando le indicazioni ottenute sono state individuate le sei posizioni più comuni. E per ciascuna, incrociando i dati dei questionari, è stato identificato un profilo caratteriale.

il feto

Il feto
E’ la prima posizione, tenuta dal 41% degli intervistati nell’indagine. Si dorme adagiati su un fianco e raggomitolati su se stessi. Chi dorme così di solito è una persona piuttosto sensibile, soprattutto verso tutto quello che gli altri pensano di lei. Spesso è timida appena incontra incontra gente nuova. Ma una volta stabilita la necessaria confidenza si apre ed è socievole. Quella fetale è una posizione più diffusa tra le donne (51%) che tra gli uomini (31%).

il tronco

Il tronco
E’ la posizione preferita dal 15% degli intervistati: su un fianco, ma con le braccia e le gambe distese.
Chi dorme a tronco è bonaccione, accomodante, molto socievole, adora la folla e stare in mezzo alla gente, anche tra gli sconosciuti. Si fida del prossimo e in genere può venire considerato credulone e ingenuo.

il bramoso

Il bramoso
E’ la terza posizione: si dorme su un lato e la schiena leggermente piegata e le braccia protese in avanti, come per chiedere qualcosa o pregare qualcuno. Sono soprattutto gli uomini a dormire così e in totale il 13% dei partecipanti allo studio scozzese. Queste persone hanno un’indole molto aperta, anche se poi spesso si rivelano estremamente razionali. Prima di prendere decisione pretendono di conoscere tutti i fatti e le circostanze. Ma una volta che stabiliscono cosa fare non cambiano quasi mai idea.

soldato

Il soldato
La posizione adottata dall’8% degli intervistati, soprattutto uomini, è quella del soldato: a pancia in su, con le braccia lungo i fianchi. Chi assume questa posizione durante il sonno è generalmente introverso, silenzioso, riservato, poco propenso a socializzare e a stare in mezzo alla folla. E’ piuttosto esigente e severo con se stesso e con gli altri. Tende a scegliere amici e partner che siano come lui.

il paracadutista

Il paracadutista
Il 7% degli intervistati dorme a pancia in giù, con le braccia piegate in avanti sul cuscino. Al contrario di quello che si penserebbe dal nome della posizione, chi adotta questa postura non ama le situazioni e gli ambienti estremi. Nonostante un’apparenza esuberante, chiassosa e socievole, si offende facilmente e non accetta le critiche.

 

la stella marinaLa stella marina
E’ la posizione adottata dal 5% degli intervistati: con la pancia in su e gambe e braccia allargate, come una stella marina. I pochi che dormono così di solito sono abilissimi a fare amicizie, perché sempre in sintonia con i bisogni altrui. Sono spesso pronti ad ascoltare il prossimo e ad offrire il proprio aiuto quando è necessario. Non desiderano stare al centro dell’attenzione, perché sono timidi. Preferiscono mettere gli altri sotto la luce dei riflettori.

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I cibi che ci fanno dormire meglio

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La durata e la qualità del sono importanti non solo per la salute in generale, ma anche perché favoriscono il funzionamento del sistema nervoso e migliorano alcune prestazioni del cervello quali l’apprendimento e la memoria. Il numero di ore di sonno varia con l’età, i bambini e gli adolescenti tendono a dormire di più, e questo favorisce una maggiore secrezione dell’ormone della crescita; gli adulti invece necessitano di un minor numero di ore (7-8); per gli anziani sono sufficienti 5-6 ore.

Un elemento importante che favorisce un buon riposo è il triptofano, l’”elisir” del sonno. E’ un amminoacido, precursore della serotonina che è a sua volta un nerotrasmettitore noto come ormone del benessere.

I cibi che contengono ottime quantità di triptofano sono:
Il latte e i suoi derivati. Un bel bicchiere di latte caldo prima di andare a dormire diminuisce l’acidità gastrica e concilia il sonno.
Le banane. Sono adatte allo scopo perché contengono triptofano e sono ricche di magnesio e potassio, due elementi che aiutano a rilassare i muscoli. Inoltre, avendo un alto indice glicemico, stimolano la sintesi d’insulina che è un ormone che facilita l’assorbimento di triptofano.
Mango, datteri, mandorle e nocciole. La sintesi della serotonina aumenta con il consumo di zuccheri semplici, come ad esempio la frutta dolce di stagione. Chi deve seguire un regime dietetico però dovrebbe limitare il consumo di alcuni frutti. Un frutto consigliato, anche per chi sta seguendo una dieta, è la mela che è facilmente digeribile e svolge un’azione rinfrescante, antidiarroica e rilassante.
Il ciclo sonno-veglia è regolato anche da un ormone che è la melatonina prodotta naturalmente dall’epifisi. Essa, inoltre, è anche utile per contrastare gli effetti del jet lag. Molti tipi di frutta e verdura contengono diverse quantità di quest’ormone e sono: uva, ananas, arance, fragole, kiwi, spinaci, cavoli, pomodori, avena, mais e riso.

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Medicina naturale per combattere l’insonnia

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Circa il 70% della popolazione soffre, o ha sofferto , di insonnia, transitoriamente oppure in forma cronica.
Se questo disturbo del sonno persiste, è necessario un consulto medico per valutare cause e cura. Ma la medicina naturale può essere un aiuto efficace.

L’insonnia può essere legata alla mancanza di alcune sostanze nutritive nell’organismo che mantengono l’equilibrio del sistema nervoso e delle emozioni.
La polvere di corallo è un complemento naturale di facili assimilazione, ricca di minerali come calcio e magnesio. Riduce la sensazione di stanchezza e può facilitare il sonno riparatorie.
Vitamine del complesso B (soprattutto B5, B6, B12). Sono indispensabili per mantener il ciclo del sonno. Si possono assumere sotto forma di compresse multivitaminiche. Anche la pappa reale ne è ricca e il lievito di birra, di cui solitamente si assumono da 1 a 3 cucchiai al giorno.

A volte, una protratta situazione di stress può far sì che quando vai a dormire non smetti di pensare a ciò che ti preoccupa e questo finisce per impedirti di prendere sonno.
Piante medicinale come valeriana, passiflora, melissa, luppolo e papavero di California sono calmanti, riducono il nervosismo e conciliano il sonno. Assumile separatamente. Si trovano sotto forma di compresse o olii essenziali.
L’avena rinforza il sistema nervoso e favorisce il sonno. Puoi trovarla sotto forma di fiocchi e consumarla con del latte la mattina e prima di dormire.

Depressione, ansia, paura, anche questi sono fattori che possono portare a provocare l’insonnia.
Rodiola e iperico aumentano l’attività dei neurotrasmettitori che agiscono sull’umore e i cicli del sonno.
Triptofano e 5-HTP, aminoacidi che migliorano la produzione di serotonina e melatonina, possono essere d’aiuto. Queste sostanze agiscono beneficamente sull’insonnia. Evitali se usi farmaci, se sei incinta e durante l’allattamento.

Rimedi omeopatici per dormire bene
Ignatica 30CH. Il terapeuta la raccomanda quando motivazioni sentimentali o tristezza impediscono di riposare bene.
Nux vomica 30CH. E’ adatta per le persone impulsive, competitive, stressate.
Coffea cruda 9CH. Può aiutare a ridurre l’agitazione e il nervosismo nel momento in cui si va a dormire.
Aconitum 30CH. E’ indicata nei casi in cui non dormi per colpa di brutti presentimenti, paura di malattie.

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